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Caratterizzazione Polveri di legno duro tramite elettroforesi

1 - Premesse

Le polveri di legno possono essere cancerogene perché le loro microscopiche dimensioni ne permettono la dispersione nell’aria e la loro inalazione permanento a lungo soprattutto nelle prime vie dell’albero respiratorio.

All’interno di queste microparticelle, oltre alle componenti fondamentali (cellulosa, lignina) sono contenute numerose sostanze chimiche che caratterizzano le diverse varietà di legno.

Il legno è infatti costituito per oltre il 90% da cellulosa, emicellulosa e lignina (componenti comuni) e da sostanze chimiche specifiche che differenziano le varie essenze legnose.

 I legni teneri sono più ricchi di sostanze apolari non idrosolubili costituite da terpeni.

 I legni duri sono molto più ricchi di tannini (sostanze utilizzate anche nella concia delle pelli per rendere la pelle imputrescibile tramite denaturazione delle proteine) e sostanze polari idrosolubili costituite da fenoli più o meno condensati.

A questo gruppo di sostanze chimiche è imputata la maggiore pericolosità dei legni duri a prescindere dalla dimensione delle particelle aerodisperse inalabili.

 Alle polveri di legni duri può essere imputata l’insorgenza di varie patologia a carico dell’albero respiratorio tra cui:

Adenocarcinoma e altre tipologie di tumori dei seni nasali e paranasali

Orticaria

Dermatiti irritative da contatto

Sindromi allergiche come bronchiti croniche, asma, alveolite.

 2 - Cosa dice la legge

 Nella logica del D.Lgs. 81/08, vi è il concetto fondamentale di miglioramento continuo e di programmazione degli interventi.

Il D.Lgs. 81/08, Titolo IX - protezione dei lavoratori da Agenti Cancerogeni e Mutageni - prevede a carico delle varie figure coinvolte nel sistema di sicurezza e protezione aziendale (datore di lavoro, responsabile del servizio di prevenzione e sicurezza, medico competente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), particolari obblighi e compiti volti alla prevenzione dei rischi per la salute, alla modifica degli adempimenti organizzativi procedurali, comportamentali e tecnici, quali:

  1. valutazione dell’esposizione a polveri di legno duro;
  2. attuazione di tutte le misure tecnologicamente attuali previste per il contenimento della quantità di polvere nell’aria ambiente;
  3. mantenimento e controllo tramite il monitoraggio ambientale del valore limite di esposizione che non deve essere superato (valore limite di esposizione personale 5 mg/m³);
  4. istituzione e/o aggiornamento del registro di esposizione per il lavoratori esposti alla polvere di legno duro (agente cancerogeno) nel quale è riportato, per ciascuno di essi, l’attività svolta;
  5. limitazione del numero dei lavoratori esposti a polveri di legno duro con la segregazione delle lavorazioni ove è possibile;
  6. formazione ed informazione degli esposti da effettuare con continuità e/o quando si verificano modifiche al ciclo produttivo;
  7. raccolta, immagazzinamento delle polveri di legno duro, ai fini dello smaltimento, utilizzando contenitori ermetici etichettati;
  8. fornitura di idonei Dispositivi di Protezione Individuale con l’elaborazione di una relativa procedura per la pulizia, la sostituzione ed il controllo prima e dopo ogni utilizzazione. 

3 - Caratterizzazione delle polveri in base ai suoi costituenti chimici

E' possibile individuare il tipo di essenza legnosa attraverso diverse metodiche analitiche complesse e costose.

I nostri ricercatori hanno messo a punto un sistema rapido d economico per individuare le polveri di legno duro attraverso una tecnica elettroforetica su acetato di cellulosa.

 

 

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